Secondaria di I Grado

Obiettivi formativi

Gli Obiettivi didattici /cognitivi possono essere distinti in Obiettivi minimi (Om), Obiettivi Standard (Os) e, in alcuni casi, Obiettivi Massimi (OM). Sono anche previsti obiettivi trasversali.

Alcuni docenti già esplicitano gli obiettivi minimi, altri si riservano di individuarli in itinere per gli alunni che presentino marcate difficoltà di apprendimento.Gli allievi individuati quali appartenenti alle fasce superiori dovranno raggiungere in modo adeguato tutti gli obiettivi prefissati.Nel caso in cui alcuni allievi, sia per le eventuali gravi lacune nella preparazione di base, sia per le scarse abilità e per i ritmi lenti di apprendimento, non siano in grado di raggiungere gli obiettivi minimi stabiliti, questi potranno essere eventualmente rimodulati, mentre si considerano irrinunciabili gli obiettivi minimi trasversali fissati nella programmazione educativo-didattica del Consiglio di Classe. Viceversa se alcuni alunni avranno superato gli obiettivi indicati nel piano di lavoro, ciò verrà registrato in itinere e specificato dall’insegnante nella relazione finale.

Tenendo conto delle Indicazioni per il Curricolo 2007 è stato realizzato il curricolo d’istituto che prevede per ogni disciplina:

  • Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo grado
  • Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado

Le aree disciplinari secondo le nuove Indicazioni per il Curricolo sono così articolate per la scuola del primo ciclo (scuola primaria e scuola secondaria di primo grado):

  • AREA LINGUISTICO-ARTISTICO-ESPRESSIVA comprendente le seguenti discipline:
    • ITALIANO- LINGUE COMUNITARIE
    • MUSICA
    • ARTE E IMMAGINE
    • CORPO MOVIMENTO E SPORT
  • AREA STORICO-GEOGRAFICA comprendente le seguenti discipline:
    • STORIA
    • GEOGRAFIA
    • EUCAZIONE ALLA CITTADINANZA
  • AREA MATEMATICO-SCIENTIFICO-TECNOLOGICA comprendente le seguenti discipline:
    • MATEMATICA
    • SCIENZE NATURALI E SPERIMENTALI
    • TECNOLOGIA (che comprende anche INFORMATICA)

Per le competenze disciplinari si rinvia al curricolo di Istituto e ai piani di lavoro dei singoli docenti.

Nell’anno in corso i docenti di Rocca hanno iniziato a sperimentare l’ampio lavoro sul curricolo che potrà essere rivisto e affinato sulla base dell’attività didattica svolta.Resta valido il lavoro intrapreso sugli “scenari interdisciplinari” (già GdL PSP di Rocca)

Si mantengono pertanto le seguenti direzioni di lavoro:

  • definire “macro-percorsi” e proposte di programmazioni che rispecchino le aree proposte dalle Indicazioni per il curricolo” con riferimento ai traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria;
  • superare la frammentarietà, valorizzando scenari o iniziative interdisciplinari;
  • prevedere interventi per il potenziamento delle eccellenze, oltre a quelli per il recupero degli alunni in difficoltà.

Si rimarca l’importanza e la necessità di non stringere i tempi per la conclusione del lavoro di perfezionamento e aggiornamento delle programmazioni disciplinari; occorre prendersi il tempo necessario, rispettare il lavoro fin qui svolto e non correre sempre dietro ai continui cambiamenti imposti a livello centrale.

Nell’anno scolastico 2009-10 è stato messo a punto il raccordo in verticale tra i curricoli della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria.

Metodi, mezzi e strumenti

Il lavoro didattico prevede una pluralità di interventi e attività tali da fornire molteplici occasioni di apprendimento e di socializzazione: lezione frontale, dialoghi e discussioni, lavori di gruppo, giochi di ruolo, lettura e costruzione di mappe concettuali.

Verranno utilizzate alcune tecniche di conduzione della classe, suggerite dagli stessi testi in adozione, come ad esempio:

  • Il Cooperative Learning, tecnica grazie alla quale gli allievi lavorano a piccoli gruppi eterogenei per attività di apprendimento e ricevono valutazioni in base ai risultati acquisiti. L’obiettivo è quello di migliorare l’apprendimento scolastico di ogni componente del piccolo gruppo, insegnando contemporaneamente agli studenti a lavorare in modo cooperativo. La responsabilità individuale non viene annullata, ma stimolata dal docente stesso, che attribuisce compiti ben definiti
  • Il Peer tutoring, ovvero l’insegnamento reciproco fra soggetti omogenei e non legati da rapporti di subordinazione didattica: pur stando in coppia, uno dei due fa da “tutor”, ossia segue, aiuta, incoraggia l’apprendimento dell’altro.
  • Il brainstorming, un metodo di ricerca di gruppo per stimolare la produzione di idee creative, basato sulla libera esposizione di intuizioni, impressioni, ecc.. da parte dei partecipanti, Si prevede sempre una fase divergente, per produrre idee a ruota libera, seguita da una fase convergente, in cui le idee vengono valutate, selezionate…
  • Il problem solving, un approccio didattico teso a sviluppare l’abilità nella soluzione dei problemi. In un’ottica interdisciplinare vuol dire un uso corretto dell’abilità di classificazione e di situazioni problematiche e capacità di risolvere problemi-tipo, analoghi.

Le metodologie intendono fare leva sulla motivazione degli alunni alle attività didattiche ed incentivarla.

Generalmente, prima di affrontare un nuovo contenuto, si rilevano le pre-conoscenze dei ragazzi per stimolare l’interesse e incentivare la partecipazione.

A seconda della disciplina si prevedono mezzi e strumenti diversi.

Strumento di riferimento è comunque il libro di testo oltre alla dotazione di sussidi e tecnologie di ogni singola scuola.

Le esigue compresenze didattiche e le attività laboratoriali organizzate sono utili mezzi per favorire l’individualizzazione dell’insegnamento e la motivazione all’apprendimento individuale e nel gruppo.

Metodologie condivise:

  • Far nascere un clima di corresponsabilità
  • Stimolare capacità individuali
  • Attivare percorsi didattici con scansione sequenziale e graduale
  • Acquisire ed utilizzare linguaggi settoriali
  • Alternare lezioni frontali, dialogate, attività a piccoli gruppi omogenei e/o eterogenei.
  • Osservazioni dirette.
  • Corredare le lezioni con esempi ed esercizi (svolti alla lavagna, prima dall’insegnante, poi dagli allievi)

Strumenti:

  • Testi in adozione (testi alternativi per allievi in difficoltà e in situazione di handicap)
  • Libri della biblioteca, testi d’arte
  • Audiovisivi, fotografie, cartelloni
  • Giornali, riviste, opuscoli
  • Programmi multimediali utilizzo delle L.I.M.
  • Materiale per laboratorio di scienze
  • Schede tecniche
  • Visite guidate

Modalità di verifica

Ogni docente generalmente precisa che il proprio programma potrà subire variazioni ed adattamenti, attraverso le verifiche periodiche di:

  • risultati e interessi degli studenti
  • ritmi di apprendimento
  • collaborazione delle famiglie
  • visite istruttive programmate
  • evoluzione psicologica degli alunni
  • condizionamenti che provengono dal mondo esterno.

La verifica generalmente si articola attraverso tre tipologie:

  • verifica diagnostica per stabilire se l’alunno è in possesso dei prerequisiti;
  • verifica formativa per valutare l’efficacia degli interventi educativi e didattici
  • verifica sommativa per valutare il conseguimento degli obiettivi prefissati e contestualmente la validità dei metodi.

Le prove di verifica avranno lo scopo di registrare il percorso didattico di ogni alunno nel raggiungimento delle competenze abilità trasversali) e fare il punto sul processo di apprendimento della classe al fine di introdurre eventuali approfondimenti e fasi di ripasso.

Sarà costante l’osservazione delle dinamiche della classe oltre che degli apprendimenti.

Verranno utilizzate per le verifiche scritte, orali e pratiche: test oggettivi, elaborati scritti, grafico-pittorici, relazioni, elaborazione di mappe mentali, interrogazioni orali, questionari, schede, discussioni guidate, attività operative, manufatti, etc a seconda della disciplina e della circostanza.

Saranno presi in considerazione:

  • l’atteggiamento durante le discussioni,
  • il rispetto delle regole e delle scadenze,
  • l’impegno,
  • la partecipazione ed i progressi compiuti dall’alunno rispetto al punto di partenza.

La scansione di tali prove dipenderà dall’estensione e dalla complessità degli argomenti trattati, comunque al termine di ogni Unità di Apprendimento e strettamente connesse con l’attività svolta.

Per gli alunni che avranno riportato un giudizio insufficiente verrà valutata la possibilità di prove di recupero con modalità definite di volta in volta a seconda delle varie situazioni.

I dati raccolti per mezzo delle osservazioni dei comportamenti degli alunni, nei momenti strutturati e non, ed i dati raccolti con le prove di verifica verranno utilizzati per valutare il processo di maturazione e l’acquisizione di abilità al fine dello sviluppo delle competenze individuali dell’alunno.

Al termine del quadrimestre si procederà ad una formulazione del giudizio espresso in voti a scala decimale, che prendendo i dati dalle prove oggettive sarà integrata da elementi afferenti alla sfera educativa.

Criteri di valutazione

La valutazione delle prove avviene secondo i criteri stabiliti dal Collegio Docenti e dal Consiglio di Classe.

Si coinvolgerà sempre l’alunno nella valutazione delle prove di verifica, affinché si renda conto dei progressi registrati. Viceversa, in caso negativo, si utilizzeranno le prove per far comprendere all’allievo le ragioni del suo insuccesso.

Gli alunni saranno valutati tenendo presenti:

  • il rendimento
  • la fascia di livello di appartenenza iniziale ed i relativi obiettivi;
  • i progressi compiuti rispetto ai livelli di partenza;
  • il processo di maturazione in atto;
  • la partecipazione alla vita della classe (atteggiamento, grado di socialità);
  • l’impegno e l’interesse;
  • il metodo di lavoro acquisito;
  • il comportamento;
  • la cura del materiale scolastico e dei quaderni e la puntualità nelle consegne.

Modalità di valutazione

Dall’a.s. 2008-’09 è ripristinata per legge (n°169 del 30-10-2008) la valutazione degli apprendimenti e del comportamento in decimi.

A discrezione dell’insegnante le prove di verifica potranno essere oggettive, per favorire il confronto e la misura della padronanza degli obiettivi delle singole Unità di Apprendimento. Si utilizzerà quindi la seguente scala, deliberata dal Collegio dei Docenti:

  • 0 – 34 % 3
  • 35 – 45 % 4
  • 46 – 55 % 5
  • 56 – 65 % 6
  • 66 – 75 % 7
  • 76 – 84 % 8
  • 85 – 94 % 9
  • 95– 100 % 10

Sugli elaborati e nelle verifiche bimestrali non è escluso il ricorso all’uso di voti intermedi.

In merito alla valutazione alunni ci si riferisce alla normativa introdotta dal D.L. 1-9-2008, diventato Legge il 30 ottobre 2008, cui è seguito il Regolamento approvato con D.P.R. 22-06-2009 n°122, con le seguenti considerazioni:

  • il ritorno alla valutazione in decimi consentirà di disporre di cinque voti per la fascia delle sufficienze (recuperando così il giudizio di “discreto” corrispondente al 7); mentre per le insufficienze si ritiene di poterci attestare non sotto il 4 o eccezionalmente il 3;
  • occorrerà programmare interventi di recupero dei debiti formativi;
  • si discutono fra docenti i criteri di valutazione ed il percorso didattico per raggiungere il traguardo stabilito (obiettivi, competenze);
  • la valutazione non è solo sommativa, ma soprattutto formativa: verranno spiegati anche alle famiglie i criteri di valutazione adottati;
  • è il Consiglio di Classe che esprimerà la valutazione in modo collegiale: in presenza di insufficienze la decisione finale spetta al consiglio di classe, che considererà il livello complessivo di apprendimento e la maturità raggiunta dallo studente;
  • potranno essere utilizzati giudizi intermedi o altre forme di valutazione sugli elaborati svolti in itinere dagli alunni, su test con tanti item non riducibili ad una valutazione in decimi, con annotazioni che consentano di ricordare il criterio utilizzato; mentre si deve pervenire alla valutazione sulla scheda quadrimestrale ufficiale con giudizi chiari sui propri alunni, che consentano la determinazione del voto da dare, che tenga anche conto del punto di partenza dell’allievo e della sua evoluzione; i casi dubbi e particolari sono rimessi pertanto alle determinazioni e alla valutazione collegiale del Consiglio di Classe.

Nel mese di Dicembre si svolgeranno i colloqui bimestrali e, alle classi terze, verrà consegnato il consiglio orientativo, formulato dal Consiglio di Classe; saranno particolarmente coinvolti i genitori e gli alunni stessi per favorire al massimo la partecipazione e la consapevolezza del percorso formativo del singolo studente. Al termine del quadrimestre si compila la scheda di valutazione con voti espressi in decimi per ciascuna disciplina, secondo i criteri stabiliti dal Collegio dei Docenti (vedi documento a parte).Il documento di valutazione sarà raccordato con la programmazione didattica e con l’eventuale programmazione personalizzata.Al termine dell’esame conclusivo, in classe terza, è prevista anche la certificazione delle competenze raggiunte dall’allievo.

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