Scuola dell’Infanzia

Scelta degli obiettivi formativi

Si fa riferimento a obiettivi educativi generali, ricavati e confermati dalle Indicazioni per il Curricolo.

Si terrà conto altresì delle esperienze e delle capacità complessive del bambino e della bambina per consentire loro la possibilità di maturare in termini adatti alla loro età tutte le dimensioni dello sviluppo.

Per ogni bambino e bambina la scuola dell’infanzia si pone la finalità di promuovere lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza, della cittadinanza.

Saranno sempre tenuti presenti i seguenti aspetti:

  • dimensione affettiva e relazionale;
  • dimensione cognitiva;
  • dimensione dell’espressività;
  • dimensione psico-motoria;

Le indicazioni per il Curricolo prevedono traguardi per lo sviluppo delle competenze nei seguenti campi di esperienza:

  • Il sé e l’altro;
  • Il corpo in movimento;
  • Linguaggi, creatività, espressione;
  • I discorsi e le parole;
  • La conoscenza del mondo.

Il Collegio dei Docenti, riflettendo sulle INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO e sul raccordo con le programmazioni annuali, ha posto in evidenza quanto segue:

Ci si riconosce sul senso dell’educazione, sul valore della persona, del rispetto, della convivenza civile e della cittadinanza e sui principi relativi a: autonomia, responsabilità, creatività, spirito critico.

Risulta tuttavia scarso il riferimento allo sviluppo psichico del bambino, alla psicologia dell’età evolutiva che vanno tenuti in conto in sede di programmazione e attuazione didattica.

Si condivide l’importanza del coinvolgimento della famiglia, ma il rapporto scuola-famiglia non è così facile e la scuola non può soccorrere su tutto, non può sostituirsi alle responsabilità educative della famiglia. I traguardi risultano piuttosto alti, da perseguire ben oltre la frequenza della scuola dell’infanzia. Certamente le Indicazioni sono una buona rotta di riferimento, senza descrivere traguardi finiti. Risultano sbrigativi i riferimenti alla documentazione e alla ricerca-azione che invece sono considerate nella nostra programmazione. Si rileva poca attenzione al percorso e maggiore ai traguardi, ma si è consci che il percorso viene definito in sede di programmazione didattica da parte dei Docenti. Nella scuola dell’infanzia è controproducente la settorialità, è meglio l’interdisciplinarietà: prevale sì, in un intervento didattico, un campo di esperienza, ma con tante connessioni; anche il recupero di un bambino in difficoltà avviene meglio in un contesto non settoriale. L’impostazione attuale della nostra programmazione si adegua benissimo alle Indicazioni; si sono cambiate alcune terminologie: anziché “progetti per aree di sviluppo” si parla nuovamente di “progetti per campi di esperienza”.

I “campi di esperienza” fungono da riferimenti teorici per i progetti: le mappe concettuali interdisciplinari restano valide, convincerti e funzionali per guidare il lavoro didattico quotidiano.

Si definiscono pertanto percorsi curriculari trasversali con obiettivi specifici, attraverso Unità di apprendimento o Nuclei progettuali, come raggruppamento di obiettivi.

Pur valorizzando la personalizzazione degli interventi educativi, non si parla di “Piano individualizzato” ma di “Progettazione annuale”.Tutti i docenti si sentono ugualmente impegnati nel percorso di formazione e aggiornamento su tutti e cinque i campi di esperienza.Servono più risorse di struttura, servizi, personale.

Strategie per la personalizzazione dei piani educativi

  • Attenzione, cura ed accoglienza in particolare nei confronti dei nuovi iscritti e nei casi di disagio;
  • individuazione di gruppi costituiti ciascuno da alunni con potenzialità ed esigenze simili, differenziando, per ciascun gruppo, le attività e le modalità di approccio e le strategie didattiche:
    • gruppi laboratoriali omogenei per età (anni 3, 4, 5 con possibilità di inserire nel gruppo dei cinquenni anche quei bambini che compiranno 5 anni entro il 30 aprile successivo le cui famiglie, sulla base di quanto consentito dalla nuova riforma della scuola, intendono anticipare di un anno l’ingresso alla scuola primaria);
    • gruppi di livello, eventualmente come sottogruppi all’interno delle fasce di età più numerose e composte da alunni con livelli di maturità e sviluppo molto diversificati, anche in seguito alla presenza di soggetti stranieri o in situazione di disagio/svantaggio.
  • individuazione e valutazione di eventuali esigenze e/o problematiche presentate da singoli soggetti: formazione di gruppi eterogenei per potenzialità ed esigenze, al fine di favorire l’apprendimento fra pari; formazione di piccoli gruppi di livello; organizzazione di interventi individualizzati in rapporto 1:1 in casi particolari;
  • ricerca ed applicazione di adeguate strategie relazionali al fine di offrire supporto ed aiuto agli alunni in situazione di disagio emotivo-affettivo ed al fine di gestire e modificare eventuali dinamiche interpersonali problematiche;
  • flessibilità nei ritmi di attuazione e nella scelta delle direzioni di sviluppo dei singoli progetti, al fine di costruire progressivamente un curricolo che risulti il più possibile conformato ai bisogni formativi rilevati negli alunni, con attenzione anche ad interessi e preferenze;
  • valorizzazione delle diversità culturali e personali, in un ambiente che preveda lo spazio per consentire a tutti di dare il proprio apporto e di esprimere e vedere accolti i propri bisogni, interessi e preferenze;
  • lavorare in sinergia con le famiglie al fine di sviluppare una fattiva collaborazione a partire dalla condivisione delle modalità per facilitare l’inserimento e successivamente per mantenere aperto il dialogo e la comunicazione tra scuola e famiglia;
  • documentazione delle attività svolte, ciò anche per rendere il bambino e la bambina consapevole del proprio processo di crescita.

Metodologie, mezzi e strumenti

Base di ogni attività proposta è una esperienza pratica che permetta agli alunni un’adeguata base rappresentativa.

Ampio spazio viene riservato alla vita di gruppo per valorizzare il vissuto del bambino e guidarlo gradualmente all’acquisizione di un sapere personale e condiviso.

Le metodologie intendono fare leva sulla motivazione e sul coinvolgimento attivo degli alunni alle attività educative, rispettando le potenzialità di ciascuno in un luogo di apprendimento sereno e collaborativo che porti ad aumentare il livello di autonomia di ognuno.

Si favoriranno:

  • i metodi di gioco, ricerca, esplorazione ed i lavori di gruppo, con la mediazione /regia didattica dell’insegnante;
  • interventi educativi volti a favorire la comprensione e l’acquisizione delle regole di comportamento indispensabili alla vita comunitaria della sezione ed il loro rispetto.

Le compresenze didattiche e le attività di laboratorio di piccolo gruppo organizzate sono utili mezzi per favorire l’individualizzazione dell’insegnamento e la motivazione all’apprendimento individuale e nel gruppo.

Metodologie

  • Costante ricerca-azione delle insegnanti, finalizzata alla ricerca, individuazione, applicazione ed eventuale aggiustamento in itinere di strategie relazionali idonee alla gestione dei singoli alunni, per offrire ad essi, specie nel caso di situazioni di disagio/svantaggio, un’adeguata guida educativo-formativa, in forma di:
    • supporto emotivo-affettivo,
    • sufficiente contenimento,
    • offerta di strumenti per l’autocontrollo,
    • stimolo all’autonomia, all’autoconsapevolezza, al senso di responsabilità, al desiderio di dare il meglio di sé,il tutto, non solo a livello strettamente comportamentale, ma anche in ambito didattico.
  • Frequente utilizzo di conversazioni guidate, in cerchio, di durata progressivamente maggiore, al fine di promuovere:
    • l’ascolto e l’attenzione;
    • la capacità di intervenire in una conversazione rispettando il proprio turno;
    • la capacità di intervenire in una conversazione in modo pertinente;
    • la conoscenza reciproca;
    • la scoperta di punti di vista diversi dal proprio;
    • la capacità di ragionare in modo consequenziale su di un argomento;
    • le capacità logico-linguistiche, quali: individuare i personaggi e i luoghi di un racconto, individuare e riconoscere nessi logici spazio-temporali e di causa-effetto, individuare le sequenze principali di un racconto, ecc.,
    • le capacità linguistico-comunicative (linguaggio meno egocentrico, struttura ordinata della frase, risposte precise a domande circostanziate, ecc.).
  • Frequente utilizzo della lettura d’immagine, a livello individuale e di gruppo, e del racconto animato, , come supporti alla presentazione di racconti o di conversazioni guidate, oppure all’introduzione di nuovi contenuti didattici, al fine di :
    • sostenere l’ascolto e l’attenzione per periodi via via più prolungati, agendo a livello motivazionale e facendo leva sulla curiosità e sull’attenzione involontaria, in modo, così, da supportare e promuovere l’aumento dell’autocontrollo, dell’attenzione volontaria e della capacità di concentrazione
    • favorire l’integrazione degli alunni con scarsa padronanza della nostra lingua, offrendo canali comunicativi di supporto e stimolo all’attenzione, alla comprensione verbale ed alla partecipazione attiva;
    • stimolare e offrire strumenti visivi per l’immaginazione e la conoscenza di ambienti, eventi o situazioni lontane dalla diretta esperienza quotidiana.
  • Valorizzazione dell’utilizzo di libri per bambini, attraverso attività ed iniziative di vario genere (quali: organizzazione di una piccola biblioteca scolastica; predisposizione, nelle sezioni, di un piccolo “angolo lettura”, ecc.).

Modalità di verifica e di valutazione

Un primo momento di conoscenza dei bambini nuovi iscritti avviene al momento dell’ingresso alla scuola dell’infanzia attraverso colloqui con i genitori sulla base di una griglia comune condivisa dal Collegio Docenti e/o attraverso altri strumenti scelti e ritenuti validi dai singoli docenti, attraverso altri strumenti scelti e ritenuti validi dai singoli docenti.

L’osservazione diretta dei bambini nel periodo dell’inserimento permette alle insegnanti di appurare le loro conoscenze, le abitudini e abilità.

Nel corso dell’a.s. vi sono poi varie tappe di valutazione intermedia (ad esempio a fine novembre sulla valutazione dell’inserimento) e finale, che consentono di comporre un quadro della situazione dei singoli alunni, prendendo in considerazione molteplici aspetti quali:

  • la relazione;
  • la socializzazione;
  • la creatività;
  • lo sviluppo psicomotorio;

Le verifiche saranno di tipo:

  • bullet collegiale: tra le insegnanti che operano sulla sezione, a livello di plesso e interplesso;
  • bullet individuale: a carico di ciascun insegnante nell’ambito delle attività a proprio carico;

Si utilizzeranno i seguenti metodi:

  • osservazione diretta e sistematica del comportamento del bambino;
  • osservazione durante il gioco libero ed il gioco psicomotorio organizzato;
  • osservazione delle sue varie forme di espressione (verbale, mimica, …);
  • confronto periodico dei suoi prodotti grafici e pittorici;
  • attività, lavori e colloqui a livello di gruppo;
  • attività di ascolto e racconto;
  • interpretazione dei dati raccolti.

I dati raccolti per mezzo delle osservazioni dei comportamenti e delle prestazioni degli alunni, nei momenti strutturati e non, verranno utilizzati per valutare il processo di maturazione e l’acquisizione di abilità connesse con lo sviluppo delle competenze individuali dell’alunno utilizzando i descrittori condivisi dal Collegio dei Docenti Docenti e avvalendosi anche della valutazione da parte della famiglia rispetto al percorso di crescita effettuato.

La condivisione fra F.S. di una serie di traguardi (competenze e sottocompetenze) relativi al raccordo fra scuola dell’infanzia e scuola primaria, ha condotto, l’a.s. scorso, all’elaborazione di un documento di valutazione da compilarsi per gli alunni all’ultimo anno di frequenza della Scuola dell’Infanzia e da utilizzarsi come strumento per il passaggio di informazioni alle insegnanti delle future classi prime, in funzione della continuità verticale tra i due ordini di scuola.

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